Gambe gonfie in gravidanza

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Nel corso della gravidanza la futura mamma lamenta numerosi disturbi, tra cui uno dei più comuni è proprio quello di avere piedi e gambe gonfie. Oltre a questo spesso si notano delle varici (vene ingrossate) già dai primi mesi della gravidanza.

Gambe gonfie in gravidanza

La neo mamma avrà maggior probabilità di manifestare questi problemi se:

  • In famiglia esistono persone che hanno già manifestato problematiche venose;
  • Era già affetta da problematiche venose prima della gravidanza;
  • Se questa non è la prima gravidanza;
  • Se per motivi lavorativi, per diverse ore deve mantenere la stazione eretta o se resta seduta per un grande periodo;
  • Se per diverse motivazioni non pratica molto movimento o se per altre problematiche deve stare a riposo;
  • Se per ragioni climatiche/metereologiche o per motivi lavorativi è esposta molto tempo a temperature elevate.

Se i disturbi permangono per un lungo periodo, il rischio che si corre è quello di infiammare le vene che hanno subito una dilatazione. In tal caso, oltre alla problematica estetica, subentra quella funzionale.

Proprio per evitare il persistere di queste problematiche è opportuno provvedere già da subito ad aiutare il sistema circolatorio, nello specifico quello venoso e linfatico, adottando un piano terapeutico adeguato.

Per comprendere meglio le astuzie che possiamo adottare per risolvere il gonfiore alle gambe, è necessario conoscere alcuni principi di funzionamento del corpo.

Dedica il tempo di un caffè alla lettura di questo articolo e poi ti sarà tutto più chiaro.

Il sistema circolatorio

Grazie alla nostra fitta rete arteriosa e venosa, è possibile trasportare nutrienti ed ossigeno ai vari distretti corporei. Oltre all’apporto di nutrienti, il corpo ha un’altra grande necessità, quella di rimuovere le scorie.

Il cuore con ogni suo battito, permette questo incessante lavoro.

Alla sua uscita avremo una zona ad alta pressione (composta da arterie ed arteriole) che contiene circa il 15% del volume sanguineo, mentre il restante 85% si troverà nel sistema a bassa pressione, ossia quello che dalla periferia ritorna verso il cuore (composto da capillari e vene).

Come funziona il ritorno venoso?

Oltre all’azione di spinta del cuore (in andata), il corpo è dotato di un sistema meccanico che permette il ritorno venoso (appunto in ritorno).

Grazie alla contrazione della muscolatura del polpaccio e alla mobilizzazione del piede, le vene presenti nelle gambe vengono compresse.

Questo permette quindi al sangue presente nelle vene di risalire contro forza di gravità, riducendo il gonfiore delle gambe e dei piedi.

Grazie alla presenza di alcune valvole presenti all’interno delle vene, il sangue non potrà tornare indietro, proprio per questo prendono il nome di valvole anti-ritorno.

Può però capitare che le pareti venose si dilatino. Questo fattore comporta una chiusura anomala delle valvole e quindi un ritorno venoso contro-corrente che di conseguenza porterà al fenomeno delle gambe gonfie.

Se non sono presenti controindicazioni, motivo per cui è sempre consigliabile chiedere autorizzazione al proprio medico o al proprio ginecologo, un massaggiatore medico può praticare un massaggio circolatorio per favorire il ritorno venoso, od un drenaggio linfatico manuale (Linfodrenaggio) permettendo il riassorbimento della linfa ed evitare quindi l’aggravamento della condizione.

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Per sfruttare la forza di gravità, le gambe dovranno essere posizionate in lieve declivio, ossia più in alto rispetto al cuore.

Inoltre la futura madre potrà praticare degli esercizi di mobilizzazione dei piedi per comprimere le vene e favorire il ritorno venoso.

Questi due fattori (declivio e mobilizzazione dei piedi) possono essere delle buone routine da effettuare anche a casa per ralleviare piedi e gambe che spesso risultano gonfi e pesanti in gravidanza e con l’arrivo dei primi caldi.

N.B. E’ un valido consiglio anche per chi trascorre molto tempo nella stessa posizione. Sia se dobbiate stare molto tempo in piedi (commesse, parrucchiere,ecc…) che sedute (impiegate, cassiere,ecc…) in questo caso, è opportuno evitare sedute basse con bordi rigidi, inoltre consiglio di prevedere della pause cadenzate durante le quali fare una breve passeggiata proprio per riattivare la pompa muscolare.

Complicanze frequenti in gravidanza: aumento del volume sanguigno

Per garantire nutrimento ed ossigeno al futuro nascituro, il volume sanguigno aumenta di circa il 20%. La funzionalità cardiaca e ventilatoria della mamma si adegueranno ben presto all’aumentato volume.

In stazione eretta però, il sangue tenderà a “ristagnare” proprio negli arti inferiori.

Questo porterà ad un aumento della pressione soprattutto ai vostri piedi e alle vostre caviglie.

Dilatazione venosa

Durante la gravidanza il corpo della futura madre secerne degli ormoni specifici.

Questi hanno diverse funzioni, come ad esempio quella di mantenere la muscolatura dell’utero rilassata prima del parto. Allo stesso modo, tendono a “rilassarsi” anche i vasi sanguigni.

Immaginate un sacchetto della spesa. Riempitelo di oggetti. Riempitelo ancora.

A furia di caricarlo tenderà a deformarsi. Allo stesso modo nel sistema sanguigno, la dilatazione venosa consentirà di ospitare una quantità maggiore di sangue.

Stando in piedi, il peso del volume sanguigno tenderà a “spingere” verso le gambe e i piedi.

Questo accumulo di sangue e di linfa, che in gergo si definisce stasi, porterà ad un rallentamento del flusso circolatorio in una zona già congestionata.

Aumento della pressione venosa agli arti inferiori.

Nel corso della gravidanza, la pressione venosa può aumentare notevolmente poiché sia da seduti che in stazione eretta (stando in piedi), il feto potrebbe comprimere i vasi del bacino o la vena cava inferiore.

Questa compressione, farebbe da ostruzione al ritorno venoso e aumenterebbe ulteriormente la fuoriuscita di linfa dal sistema venoso.

In questo caso, il consiglio e di provare progressivamente ad inclinare il tronco in maniera da ridurre la compressione esercitata dal futuro nascituro.

Composizione del sangue

Un’altro fattore da considerare è il cambiamento della composizione del sangue.

Ci sono infatti all’interno dei vasi delle proteine che hanno il compito di trattenere l’acqua (Le proteine sono cariche negative, l’acqua è una molecola polare, in sostanza le cariche delle proteine agiscono come una calamita sull’acqua).

Le pareti dei vasi permettono il passaggio solo di particelle di piccole dimensioni e non certo il passaggio di molecole più grosse come nel caso delle proteine.

Di norma la loro presenza all’interno dei vasi aumenta l’azione di richiamo dei liquidi. Durante la gravidanza però si riduce parecchio l’azione di richiamo esercitata dalle proteine.

Gambe gonfie? Dove rivolgersi a Chiasso

Nel corso degli anni ho avuto la fortuna di praticare Linfodrenaggio o drenaggio linfatico su diverse casistiche, anche parecchio complesse.

All’interno di Obiettivo Salute, il mio studio di Chiasso, aiuto donne in gravidanza a ridurre o a prevenire il gonfiore agli arti in gravidanza, con trattamenti mirati di linfodrenaggio medicale.

Autore: Federico Petitto, Massaggiatore Medico specializzato in linfodrenaggio Medicale

Lugano – Mendrisio – Chiasso – Como

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