Linfedema gambe

Cause, sintomi e trattamento del linfedema agli arti inferiori: come riconoscere il gonfiore e quali possibilità di gestione esistono.

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Il linfedema alle gambe è una condizione caratterizzata da un accumulo di liquido ricco di proteine nei tessuti, legato a una ridotta capacità del sistema linfatico di trasportare adeguatamente la linfa.

Il linfedema degli arti inferiori può interessare una sola gamba oppure entrambe e presentarsi con caratteristiche differenti da persona a persona. Il gonfiore può coinvolgere il piede, la caviglia e progressivamente altre zone dell’arto inferiore.

Non tutti i gonfiori alle gambe sono però riconducibili a un linfedema. Ritenzione di liquidi, insufficienza venosa e altre condizioni possono presentarsi in modo simile: per questo è importante valutare le caratteristiche del gonfiore e, quando necessario, approfondirne la causa.

Linfedema alle gambe: cos’è e come si manifesta

Il sistema linfatico contribuisce al mantenimento dell’equilibrio dei liquidi nei tessuti, raccogliendo e trasportando la linfa attraverso una rete di capillari, vasi linfatici e linfonodi.

Quando la capacità di trasporto del sistema linfatico non è sufficiente rispetto al carico che deve essere drenato, può svilupparsi un accumulo progressivo di liquido e proteine nei tessuti.

Nel linfedema delle gambe il gonfiore può essere inizialmente lieve e variare durante la giornata. Con il tempo, se la condizione progredisce, possono comparire modificazioni della consistenza dei tessuti e della cute.

La distribuzione non è necessariamente uniforme: in alcune persone il gonfiore interessa soprattutto piede e caviglia, mentre in altre può estendersi alla gamba o coinvolgere una porzione più ampia dell’arto inferiore.

Quali sono le cause del linfedema alle gambe?

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Le cause del linfedema agli arti inferiori possono essere differenti. Una prima distinzione importante è quella tra linfedema primario, dovuto ad alterazioni dello sviluppo o del funzionamento del sistema linfatico, e linfedema secondario, che compare in seguito a un danno o a una condizione che interferisce con il normale drenaggio linfatico.

Linfedema primario agli arti inferiori

Nel linfedema primario è presente un’alterazione del sistema linfatico che può riguardare, per esempio, il numero, la struttura o la funzionalità dei vasi linfatici o dei linfonodi.

Può manifestarsi in periodi differenti della vita. L’età di comparsa e le caratteristiche del gonfiore possono variare considerevolmente da persona a persona.

Il linfedema primario non deve quindi essere considerato esclusivamente una condizione presente dalla nascita: in alcuni casi può diventare evidente più avanti nel corso della vita.

Per approfondimenti relativi al linfedema primario, leggi il nostro articolo dedicato.

Linfedema secondario agli arti inferiori

Il linfedema secondario si sviluppa quando un sistema linfatico precedentemente funzionante viene danneggiato o la sua capacità di trasporto viene compromessa.

Negli arti inferiori può comparire, per esempio, in seguito ad alcuni interventi chirurgici, trattamenti oncologici che coinvolgono linfonodi o vie linfatiche, traumi oppure altre condizioni che alterano il normale drenaggio linfatico.

La comparsa del gonfiore può essere immediata oppure verificarsi anche a distanza di tempo dall’evento che ha interessato il sistema linfatico.

Per approfondimenti relativi al linfedema secondario, leggi il nostro articolo dedicato.

Linfedema gambe: sintomi e segnali da osservare

Il sintomo più evidente del linfedema alle gambe è il gonfiore dell’arto interessato, che può comparire inizialmente in modo lieve o intermittente e diventare progressivamente più persistente.

Tra i possibili segni e sintomi possono comparire:

  • sensazione di pesantezza o tensione della gamba,
  • aumento della circonferenza dell’arto,
  • maggiore difficoltà nel movimento,
  • cambiamenti cromatici o di consistenza dei tessuti.

Il gonfiore può interessare anche il dorso del piede e la caviglia, modificandone progressivamente il profilo.

Con l’evoluzione della condizione i tessuti possono diventare meno morbidi e la cute può andare incontro a modificazioni. Per questo è utile osservare non soltanto quanto una gamba sia gonfia, ma anche dove si concentra il gonfiore, come varia durante la giornata e come cambia la consistenza dei tessuti.

Linfedema al piede e alla caviglia

Il linfedema del piede e della caviglia può rappresentare una delle manifestazioni del linfedema degli arti inferiori. Il gonfiore può interessare il dorso del piede, la regione intorno ai malleoli e, in alcuni casi, le dita.

Nelle fasi iniziali il gonfiore può essere più evidente in determinati momenti della giornata e ridursi parzialmente con il riposo o l’elevazione dell’arto. Con la progressione della condizione può diventare più persistente e accompagnarsi a modificazioni della consistenza dei tessuti.

Il coinvolgimento del piede è inoltre importante durante la valutazione clinica perché permette di osservare alcuni segni caratteristici, tra cui il segno di Stemmer, descritto più avanti nell’articolo.

Non ogni caviglia gonfia o piede gonfio indica però la presenza di un linfedema: l’origine del gonfiore deve essere valutata considerando storia clinica, caratteristiche dell’edema ed eventuali altri segni associati.

Gli stadi del linfedema agli arti inferiori

StadioCaratteristiche principali
Stadio 0 – fase latenteIl sistema linfatico presenta una capacità di trasporto ridotta, ma il gonfiore può non essere ancora clinicamente evidente. Possono tuttavia essere presenti sensazioni soggettive come pesantezza o tensione.
Stadio IIl gonfiore è presente ma generalmente ancora morbido e può ridursi, almeno parzialmente, con il riposo o l’elevazione dell’arto. La pressione esercitata sui tessuti può lasciare temporaneamente un’impronta.
Stadio IIIl gonfiore tende a diventare più persistente e la riduzione attraverso la sola elevazione dell’arto è generalmente meno evidente. Con il tempo possono svilupparsi modificazioni della struttura e della consistenza dei tessuti.
Stadio IIIÈ lo stadio più avanzato, caratterizzato da un aumento importante del volume dell’arto e da marcate modificazioni dei tessuti e della cute. La gestione richiede una presa in carico adeguata e individualizzata.

Come viene diagnosticato il linfedema alle gambe?

La diagnosi di linfedema degli arti inferiori si basa principalmente sulla storia clinica e sull’esame dell’arto. È importante valutare quando è comparso il gonfiore, come si distribuisce, come varia nel tempo e se sono presenti condizioni o eventi che possono aver interessato il sistema linfatico.

In alcuni casi può essere necessario un approfondimento medico per distinguere il linfedema da altre possibili cause di gonfiore degli arti inferiori.

Durante la valutazione possono inoltre essere osservate alcune caratteristiche dei tessuti e alcuni segni clinici che contribuiscono a descrivere meglio l’edema.

I Test specifici in caso di Linfedema

Pinching Test (Test della plica)

linfedema arti inferiori

Nella foto qua sopra possiamo vedere il Pinching test svolto su un linfedema alle gambe (nella foto l’arto destro del paziente è positivo e quello sinistro negativo)

Il Pinching Test consiste nella valutazione manuale della plica cutanea in differenti punti dell’arto. Permette di raccogliere informazioni sulla consistenza e sulle caratteristiche dei tessuti e di confrontare zone differenti o i due arti.

Non rappresenta da solo uno strumento diagnostico, ma può contribuire alla valutazione complessiva del paziente e all’osservazione dell’evoluzione dei tessuti nel tempo.

Test della Fovea

LINFEDEMA

Nell’immagine qua sopra, possiamo vedere il test della fovea applicato ad un linfedema degli arti inferiori. Nello specifico tra i vari linfedemi, quello in foto è uno stadio acuto successivo ad intervento chirurgico, quindi un linfedema acuto post-chirurgico.

Il test della fovea, o pitting test, consiste nell’esercitare una pressione mantenuta con un dito sulla zona edematosa.

Se dopo la pressione rimane temporaneamente un’impronta visibile, si parla di edema con fovea o pitting edema. La presenza e l’entità della fovea forniscono informazioni sulle caratteristiche dell’edema e sulla consistenza dei tessuti.

Con l’evoluzione del linfedema e l’aumento delle modificazioni fibrotiche dei tessuti, la fovea può diventare progressivamente meno evidente.

Per comprendere ancora meglio cos’è il test della fovea (o test della scodella), abbiamo creato questo video:

Segno di Stemmer

edema linfatico

Il segno di Stemmer viene valutato cercando di sollevare una plica cutanea, generalmente alla base del secondo dito del piede.

Quando la cute non può essere sollevata o risulta particolarmente difficile da afferrare, il segno viene considerato positivo e può rappresentare un elemento compatibile con la presenza di linfedema.

Un segno di Stemmer negativo, tuttavia, non permette da solo di escludere un linfedema, soprattutto nelle fasi iniziali.

Esami strumentali

Nella maggior parte dei casi l’inquadramento del linfedema parte dalla valutazione clinica. Quando sono necessari ulteriori approfondimenti, il medico può ricorrere a esami specifici per studiare il sistema linfatico.

Tra questi rientra la linfoscintigrafia, utilizzata per valutare il trasporto linfatico, mentre tecniche di imaging basate sulla fluorescenza con verde indocianina (linfofluoroscopia) possono consentire la visualizzazione dei vasi linfatici superficiali e dei loro pattern di drenaggio.

La scelta dell’esame dipende dal quesito clinico e dal contesto nel quale viene effettuata la valutazione.

Come si tratta il linfedema alle gambe?

Il trattamento del linfedema alle gambe non si basa generalmente su una singola tecnica, ma su una gestione personalizzata che può combinare differenti interventi in funzione delle caratteristiche e dello stadio del linfedema.

La Terapia Complessa Decongestionante (TCD) rappresenta uno degli approcci utilizzati nella gestione del linfedema e può comprendere linfodrenaggio manuale, terapia compressiva, esercizio terapeutico, cura della cute ed educazione del paziente all’autogestione.

Il peso dei diversi componenti varia in funzione della situazione clinica. Il linfodrenaggio manuale può quindi rappresentare una parte del percorso, ma non deve essere considerato automaticamente l’unico intervento necessario.

Durante le fasi nelle quali l’obiettivo è ridurre il volume dell’arto può essere indicata una terapia compressiva più intensiva, per esempio attraverso bendaggi specifici. Successivamente, quando indicato, il risultato può essere mantenuto attraverso calze compressive adeguatamente prescritte e adattate e strategie di autogestione.

L’obiettivo non è soltanto intervenire sul gonfiore, ma favorire nel tempo la migliore gestione possibile della condizione e preservare la funzionalità dell’arto.

Bendaggio compressivo dell'arto inferiore per il trattamento del linfedema

Fase intensiva e fase di mantenimento

Nella fase intensiva l’obiettivo è ottenere una riduzione del volume dell’edema e migliorare le condizioni dei tessuti attraverso gli interventi ritenuti appropriati per quella specifica situazione, in primis il bendaggio multistrato.

Quando il volume dell’arto si stabilizza, la fase di mantenimento ha l’obiettivo di conservare nel tempo i risultati ottenuti. Possono farne parte la compressione, il movimento, la cura della cute, l’autogestione e controlli periodici in funzione delle necessità individuali.

Linfodrenaggio per il linfedema alle gambe

Il linfodrenaggio manuale è una tecnica caratterizzata da movimenti delicati e specifici, utilizzata nell’ambito della gestione di differenti forme di edema e linfedema.

Nel paziente con linfedema agli arti inferiori il trattamento viene adattato alla distribuzione del gonfiore, alle caratteristiche dei tessuti e al quadro individuale.

Quando indicato, il linfodrenaggio può essere integrato con terapia compressiva e altre strategie di gestione. Per questo motivo è importante che il trattamento sia preceduto da una valutazione e non venga applicato come protocollo identico per ogni persona.

Linfedema alle gambe: perché è importante una corretta valutazione

Il linfedema alle gambe è una condizione che può presentarsi in forme molto differenti: da un gonfiore inizialmente lieve e intermittente fino a quadri più persistenti con modificazioni dei tessuti.

Riconoscere le caratteristiche del gonfiore e comprenderne la possibile origine permette di individuare il percorso più appropriato ed evitare di trattare nello stesso modo condizioni differenti.

In presenza di un gonfiore persistente del piede, della caviglia o della gamba, soprattutto quando interessa prevalentemente un solo arto o tende a peggiorare nel tempo, è quindi utile effettuare una valutazione e, quando necessario, un approfondimento medico.

La gestione del linfedema deve essere adattata alla persona, alle caratteristiche dell’edema e alla sua evoluzione nel tempo.

Formazione continua e aggiornamento sul trattamento del linfedema

In Obiettivo Salute dedichiamo particolare attenzione alla formazione continua nell’ambito del linfedema e del linfodrenaggio medicale, con l’obiettivo di mantenere aggiornate le conoscenze e le modalità di trattamento utilizzate nello studio.

Federico Petitto ha frequentato corsi di formazione con Didier Tomson del CHUV di Losanna e lo ha inoltre affiancato come interprete durante alcuni corsi di formazione continua tenuti a Lugano e Milano. Questa esperienza gli ha permesso di approfondire ulteriormente le più recenti evidenze scientifiche sul linfedema e le manualità utilizzate nel trattamento.

La formazione è stata estesa anche al gruppo di lavoro: Madine Konate e Dalila De Massimo, terapiste di Obiettivo Salute, hanno partecipato ai corsi di formazione continua con Didier Tomson. La scelta nasce dalla volontà di condividere conoscenze e criteri di trattamento all’interno dello studio, così da mantenere un livello qualitativo elevato e un approccio il più possibile coerente tra i diversi terapisti.

Hai un gonfiore alle gambe che persiste o non sai da cosa dipenda?

Una valutazione permette di raccogliere le caratteristiche del gonfiore e capire se sia opportuno un trattamento o un approfondimento medico.

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Al ritorno dal mare ho avuto un grosso LINFEDEMA al piede, tanto da andare al pronto soccorso perché un po’ preoccupata. Mi sono recata il giorno dopo da Federico Petitto e in due sedute di LINFODRENAGGIO la mia caviglia faceva… Leggi tutta la recensione

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Mi chiamo Sara, ho 52 anni e lavoro seduta al pc tutti i giorni spesso con poche pause e fino a tardi. Essendo single, mi capita di sballare un pò orari e pasti. Sono spesso fuori casa usando mezzi o… Leggi tutta la recensione

federico petitto

Federico Petitto
Massaggiatore Medicale Federale APF

Attivo nell’ambito del linfodrenaggio medicale e della gestione del linfedema.
Socio attivo LymphoSuisse · Riconosciuto RME e ASCA

Obiettivo Salute – Chiasso
+41 78 975 30 85 · info@obiettivosalute.ch

Pubblicato: 29/11/2023 · Ultimo aggiornamento: 09/09/2026



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