Trattamento del linfedema: come funziona la Terapia Decongestionante Complessa

Trattamento del linfedema con Terapia Decongestionante Complessa: linfodrenaggio, compressione, esercizio e gestione nel tempo.

Indice dei contenuti
  1. Linfedema e terapia: cos’è la Terapia Decongestionante Complessa?
  2. Linfodrenaggio medicale nel trattamento del linfedema
  3. Bendaggio per linfedema: perché la compressione è fondamentale
    1. Come viene realizzato un bendaggio multistrato
    2. Perché il bendaggio continua a lavorare dopo il linfodrenaggio
    3. Linfodrenaggio senza bendaggio: perché il trattamento sarebbe incompleto
  4. Come valutiamo se la terapia del linfedema sta funzionando
    1. Dal trattamento intensivo al plateau terapeutico
  5. Calza o manicotto compressivo: la fase di mantenimento
  6. Esercizi per il linfedema: perché movimento e compressione lavorano insieme
  7. Cura della pelle e linfedema: perché anche una piccola ferita merita attenzione
  8. Linfedema e stile di vita: cosa è utile sapere
  9. Il trattamento cambia tra linfedema delle gambe e del braccio?
  10. Linfodrenaggio e trattamento del linfedema non sono la stessa cosa
  11. Trattamento del linfedema in Obiettivo Salute a Chiasso
    1. Un percorso costruito sulla risposta del paziente
  12. Trattamento del linfedema a Chiasso
  13. Contatto
  14. Domande frequenti sulla terapia del linfedema
    1. Il linfedema si può curare?
    2. Qual è la terapia per il linfedema?
    3. Il linfodrenaggio da solo è sufficiente per trattare il linfedema?
    4. A cosa serve il bendaggio nel linfedema?
    5. Quanto tempo bisogna tenere il bendaggio per il linfedema?
    6. Quante sedute servono per trattare un linfedema?
    7. Dopo il bendaggio bisogna utilizzare una calza compressiva?
    8. Si possono fare esercizi con il linfedema?
    9. Articolo a cura di

Il trattamento del linfedema non si limita al solo linfodrenaggio.

Per ridurre l’edema e cercare di mantenere nel tempo i risultati ottenuti è necessario integrare diverse strategie terapeutiche all’interno di un percorso strutturato.

Questo approccio prende il nome di Terapia Decongestionante Complessa (TDC) e integra, in funzione delle caratteristiche del paziente, terapia compressiva, tecniche manuali come il linfodrenaggio medicale, esercizio terapeutico, cura della cute, educazione e autogestione del linfedema.

Possiamo immaginare la Terapia Decongestionante Complessa come un tempio sostenuto da diversi pilastri: ogni componente svolge una funzione specifica e lavora insieme alle altre.

Tra questi, la compressione ha un ruolo centrale. Durante la fase intensiva del trattamento, eseguire esclusivamente il linfodrenaggio senza associarlo a un’adeguata strategia compressiva significa rinunciare a una componente fondamentale del percorso terapeutico.

Il trattamento viene inoltre adattato alla persona e all’evoluzione dell’edema. La riduzione delle circonferenze viene monitorata nel tempo e, raggiunta una fase di stabilizzazione, si passa progressivamente dalla fase intensiva alla gestione a lungo termine, generalmente attraverso l’utilizzo di un indumento compressivo adeguato e, quando indicato, realizzato su misura.

Vediamo quindi quali sono le componenti della Terapia Decongestionante Complessa e perché devono essere integrate tra loro nel trattamento del linfedema.

Linfedema e terapia: cos’è la Terapia Decongestionante Complessa?

I pilastri della Terapia Decongestionante Complessa per il trattamento del linfedema

La Terapia Decongestionante Complessa (TDC) è un approccio terapeutico che combina più interventi con l’obiettivo di ridurre l’edema, favorire il drenaggio dei liquidi accumulati nei tessuti e mantenere nel tempo i risultati raggiunti.

Il trattamento non consiste quindi in una singola tecnica, ma nell’integrazione di più componenti:

  • linfodrenaggio medicale;
  • bendaggio compressivo multistrato e terapia compressiva;
  • esercizio e movimento, in particolare in associazione alla compressione;
  • cura della cute e prevenzione delle complicanze;
  • educazione del paziente, indispensabile per la gestione quotidiana e a lungo termine del linfedema.

Questi principi sono descritti anche nel documento di consenso dell’International Society of Lymphology sulla diagnosi e il trattamento delle malattie linfatiche periferiche.

Un’immagine utile per comprenderne il funzionamento è quella di un tempio sostenuto da più pilastri. Non è sufficiente concentrarsi su una sola componente trascurando le altre: è la loro integrazione a costruire il percorso terapeutico.

Questo concetto è particolarmente importante quando si parla di linfodrenaggio. Il drenaggio manuale rappresenta una parte della terapia, ma non coincide con l’intero trattamento del linfedema.

Vediamo quindi come intervengono le diverse componenti della terapia, partendo dal linfodrenaggio medicale.

Linfodrenaggio medicale nel trattamento del linfedema

Linfodrenaggio medicale dell'arto inferiore per il trattamento del linfedema a Chiasso

Il linfodrenaggio medicale utilizza manualità specifiche con l’obiettivo di favorire lo spostamento della linfa e indirizzarla verso vie di drenaggio funzionali.

Per questo motivo non è sufficiente applicare una sequenza standard di manovre. Il trattamento richiede una conoscenza approfondita dell’anatomia del sistema linfatico, dei territori di drenaggio e delle possibili comunicazioni tra i diversi quadranti linfatici.

Negli ultimi anni, tecniche di imaging come la linfofluoroscopia con verde indocianina (ICG) hanno inoltre permesso di osservare in tempo reale il comportamento dei vasi linfatici superficiali e di comprendere meglio come la linfa possa essere indirizzata attraverso vie alternative quando quelle fisiologiche risultano compromesse.

Queste conoscenze consentono di adattare le manualità alla situazione del singolo paziente e alla distribuzione del linfedema, evitando di considerare il linfodrenaggio come un protocollo identico per tutti.

In Obiettivo Salute utilizziamo questo approccio all’interno di un percorso più ampio di trattamento del linfedema. Scopri come eseguiamo il Linfodrenaggio Medicale a Chiasso

Il linfodrenaggio, tuttavia, rappresenta solo una parte della Terapia Decongestionante Complessa. Una volta mobilizzati i liquidi durante la seduta, diventa fondamentale cercare di mantenere e prolungare nel tempo il risultato ottenuto.

Ed è proprio qui che assume un ruolo centrale il bendaggio compressivo multistrato.

Bendaggio per linfedema: perché la compressione è fondamentale

Il bendaggio compressivo multistrato è una componente centrale della fase intensiva del trattamento del linfedema.

Dopo il linfodrenaggio, infatti, l’obiettivo non è soltanto aver ottenuto una riduzione temporanea dell’edema, ma mantenere e favorire ulteriormente la decongestione nelle ore successive alla seduta.

Per questo motivo linfodrenaggio e compressione non devono essere considerati due trattamenti separati: all’interno della Terapia Decongestionante Complessa lavorano in stretta associazione.

Il bendaggio viene realizzato sovrapponendo materiali differenti, ciascuno con una funzione specifica.

Come viene realizzato un bendaggio multistrato

linfedema-gamba.webp	Bendaggio compressivo multistrato della gamba nel trattamento del linfedema

A contatto con la cute viene generalmente applicata una calza tubolare protettiva, che costituisce il primo strato del bendaggio.

Successivamente possono essere utilizzati materiali di imbottitura, come ovatta o cotone germanico, con lo scopo di proteggere la cute, compensare le salienze ossee e distribuire la pressione in maniera più uniforme.

Un ulteriore strato può essere costituito da schiume comprimibili. La loro capacità di deformarsi e successivamente espandersi permette al bendaggio di adattarsi progressivamente alle variazioni di volume dell’arto durante la fase di decongestione.

In presenza di aree particolarmente fibrotiche possono inoltre essere utilizzati materiali sagomati per aumentare localmente l’azione meccanica. Un esempio sono le compresse reniformi, elementi in schiuma sagomati che possono essere posizionati intorno ai malleoli, dove edema e fibrosi possono risultare particolarmente difficili da trattare.

Possono essere impiegati anche altri materiali di riempimento o superfici sagomate, creando zone di pressione differenziata che, soprattutto durante il movimento, contribuiscono al lavoro sui tessuti fibrotici.

Il bendaggio viene infine completato utilizzando bende a corta elasticità, particolarmente adatte alla terapia del linfedema perché sviluppano una pressione relativamente contenuta a riposo e una maggiore pressione di lavoro durante la contrazione muscolare.

Perché il bendaggio continua a lavorare dopo il linfodrenaggio

Uno degli aspetti più interessanti del bendaggio per linfedema è la sua capacità di accompagnare la progressiva riduzione del volume dell’arto.

Immaginiamo una gamba che, subito dopo il trattamento, presenti ancora un determinato volume. Nelle ore successive il drenaggio e la compressione favoriscono la riduzione dell’edema e la circonferenza dell’arto può progressivamente diminuire.

I materiali comprimibili presenti nel bendaggio occupano parte dello spazio che viene progressivamente liberato e permettono al sistema compressivo di adattarsi, entro certi limiti, alla riduzione dell’edema.

Con la progressiva riduzione del volume dell’arto, il bendaggio può perdere parte della propria efficacia compressiva. Per questo deve essere periodicamente rivalutato, rinnovato e adattato all’evoluzione del trattamento.

Linfodrenaggio senza bendaggio: perché il trattamento sarebbe incompleto

Questo passaggio è fondamentale per comprendere la differenza tra una semplice seduta di linfodrenaggio e un vero percorso terapeutico per il linfedema.

Nella fase intensiva della Terapia Decongestionante Complessa, il solo linfodrenaggio non sostituisce la terapia compressiva.

Un recente consensus internazionale sulla Terapia Decongestionante Complessa identifica infatti la compressione, le tecniche manuali, l’esercizio, la cura della cute, l’educazione e l’autogestione tra le componenti essenziali del trattamento.

Il linfodrenaggio favorisce la mobilizzazione dei liquidi durante la seduta; il bendaggio contribuisce invece a mantenere la compressione nelle ore successive e lavora insieme al movimento e alla contrazione muscolare.

Per questo, quando indicato, bendaggio multistrato e linfodrenaggio devono essere considerati parti complementari dello stesso percorso decongestionante, e non alternative tra cui scegliere.

Come valutiamo se la terapia del linfedema sta funzionando

Durante un percorso di trattamento del linfedema è importante misurare nel tempo la risposta dell’arto alla terapia.

L’osservazione visiva o la semplice sensazione di avere una gamba o un braccio “più sgonfio” non sono sufficienti. Servono parametri ripetibili che permettano di confrontare la situazione iniziale con quella delle sedute successive.

In Obiettivo Salute utilizziamo la centimetria, rilevando la circonferenza dell’arto in punti prestabiliti e ripetendo le misurazioni durante il percorso terapeutico.

Questo permette di verificare in maniera più oggettiva l’andamento dell’edema e, soprattutto, di capire quando la riduzione delle circonferenze tende progressivamente a stabilizzarsi.

Dal trattamento intensivo al plateau terapeutico

Nella fase iniziale della Terapia Decongestionante Complessa l’obiettivo è ottenere la maggiore riduzione possibile dell’edema attraverso l’integrazione di linfodrenaggio, bendaggio compressivo, movimento e gestione della cute.

La risposta non è però identica in tutte le persone.

In alcuni pazienti la riduzione può essere relativamente rapida; in altri può richiedere più tempo, soprattutto quando il linfedema è presente da molti anni o quando sono già comparsi importanti cambiamenti dei tessuti, come fibrosi e indurimento.

Per questo motivo il numero di sedute non dovrebbe essere stabilito esclusivamente sulla base di uno schema rigido: l’andamento delle misurazioni e la risposta clinica aiutano a guidare la durata della fase intensiva.

Quando le circonferenze tendono a non ridursi ulteriormente in maniera significativa si raggiunge quello che possiamo definire un plateau terapeutico.

A quel punto cambia l’obiettivo: non si tratta più soltanto di ridurre l’edema, ma soprattutto di mantenere nel tempo il risultato raggiunto.

Calza o manicotto compressivo: la fase di mantenimento

Una volta ottenuta una riduzione soddisfacente e una relativa stabilizzazione del volume dell’arto, il paziente può passare dal bendaggio multistrato a un indumento compressivo adeguato.

Nel trattamento del linfedema può essere indicata una calza compressiva o un manicotto, spesso realizzati su misura e a trama piatta, in funzione della sede, della forma dell’arto e delle caratteristiche dell’edema.

Il momento in cui vengono prese le misure è importante.

Quando possibile, è utile effettuare la misurazione dell’indumento compressivo quando l’arto è nella condizione di maggiore decongestione ottenuta con il trattamento, in modo che la calza o il manicotto siano confezionati sulla situazione raggiunta al termine della fase intensiva e non sul volume presente prima del percorso.

Il passaggio all’indumento compressivo non significa quindi che la terapia sia “finita”. Rappresenta piuttosto l’ingresso nella fase di mantenimento, nella quale l’obiettivo diventa preservare il più possibile nel tempo il risultato ottenuto e favorire l’autonomia del paziente nella gestione del linfedema.

Esercizi per il linfedema: perché movimento e compressione lavorano insieme

L’esercizio terapeutico rappresenta un’altra componente della Terapia Decongestionante Complessa.

Il movimento favorisce l’attivazione della pompa muscolare: quando i muscoli si contraggono e si rilassano esercitano infatti variazioni di pressione sui tessuti circostanti, contribuendo alla mobilizzazione dei liquidi.

Nel trattamento del linfedema questo meccanismo diventa particolarmente interessante quando l’esercizio viene eseguito in associazione alla compressione, indossando il bendaggio multistrato oppure, nella fase di mantenimento, l’indumento compressivo indicato.

Possiamo immaginare ciò che accade come una doppia azione meccanica:

  • il bendaggio o l’indumento compressivo esercitano una pressione dall’esterno;
  • la contrazione muscolare genera pressione dall’interno attraverso il movimento.

L’alternanza tra contrazione e rilassamento muscolare, associata alla resistenza offerta dalla compressione esterna, contribuisce così a creare condizioni favorevoli alla mobilizzazione dei liquidi interstiziali.

Per questo gli esercizi decongestionanti non dovrebbero essere considerati semplicemente come una generica raccomandazione a “muoversi di più”. Tipologia, intensità e progressione dell’esercizio devono essere adattate alla persona, alla sede del linfedema e alla fase del percorso terapeutico.

Il movimento diventa inoltre particolarmente importante nella fase di mantenimento, quando uno degli obiettivi principali è rendere il paziente progressivamente più autonomo nella gestione quotidiana della propria condizione.

Approfondisci gli esercizi per il linfedema all’arto superiore.

Cura della pelle e linfedema: perché anche una piccola ferita merita attenzione

La cura della cute è un altro elemento importante nella gestione del linfedema.

Quando il drenaggio linfatico di un territorio è compromesso, proteggere la barriera cutanea e ridurre il rischio di infezioni assume particolare importanza. Una lesione apparentemente banale può infatti rappresentare una porta d’ingresso per microrganismi.

Un graffio di un animale, una piccola ferita durante il giardinaggio, una puntura o un taglio possono quindi richiedere maggiore attenzione rispetto a quanto avverrebbe normalmente.

Le infezioni cutanee possono provocare una risposta infiammatoria e aumentare ulteriormente il carico sul sistema linfatico, con il rischio di peggiorare temporaneamente il linfedema e alimentare un circolo sfavorevole tra edema e infiammazione.

Per questo durante il percorso terapeutico è importante educare il paziente anche alla gestione quotidiana della cute: mantenerla integra e ben curata, prestare attenzione alle piccole lesioni e riconoscere precocemente eventuali segni compatibili con un’infezione.

In presenza di arrossamento che si estende rapidamente, calore, dolore, gonfiore improvvisamente aumentato, febbre o malessere generale, è opportuno rivolgersi tempestivamente al medico.

Linfedema e stile di vita: cosa è utile sapere

La gestione del linfedema continua anche al di fuori delle sedute terapeutiche.

L’obiettivo non è imporre al paziente una lunga lista di divieti, ma aiutarlo a conoscere quelle situazioni che possono determinare un aumento temporaneo del carico di liquidi nei tessuti o rendere più difficile il controllo dell’edema.

Particolare attenzione merita, per esempio, l’esposizione prolungata a temperature elevate. Il calore provoca vasodilatazione e può aumentare la filtrazione di liquidi verso i tessuti: in una zona nella quale il sistema linfatico presenta già una ridotta capacità di trasporto, questo può favorire un aumento del gonfiore.

Per questo motivo sauna, bagno turco, esposizioni molto prolungate al sole o altre importanti fonti di calore devono essere valutate con attenzione, soprattutto quando il paziente nota che provocano un peggioramento dei sintomi.

Lo stesso principio vale nella vita quotidiana: conoscere il proprio linfedema significa imparare progressivamente a riconoscere quali situazioni determinano un aumento del gonfiore e come reagisce l’arto nel corso della giornata.

L’educazione del paziente rappresenta quindi una parte integrante della Terapia Decongestionante Complessa. L’obiettivo a lungo termine non è soltanto ridurre l’edema, ma fornire alla persona gli strumenti necessari per gestire il linfedema con sempre maggiore autonomia.

Il trattamento cambia tra linfedema delle gambe e del braccio?

I principi della Terapia Decongestionante Complessa rimangono gli stessi, ma il trattamento deve essere adattato alla sede del linfedema, alla sua origine, alla distribuzione dell’edema e alle caratteristiche della persona.

Nel linfedema degli arti inferiori, per esempio, il gonfiore può interessare piede, caviglia, gamba e coscia con distribuzioni molto differenti. La valutazione della forma dell’arto e delle zone maggiormente interessate è importante anche per scegliere e realizzare correttamente il bendaggio e, successivamente, l’indumento compressivo.

Approfondisci il trattamento del linfedema alle gambe

Nel linfedema dell’arto superiore, invece, il gonfiore può coinvolgere mano, avambraccio e braccio e può comparire, tra le altre situazioni, dopo interventi e trattamenti oncologici che hanno interessato il sistema linfatico, come nel linfedema secondario dopo trattamento per tumore della mammella.

Anche in questo caso linfodrenaggio, compressione, esercizio e gestione quotidiana vengono adattati alla distribuzione dell’edema e alla situazione clinica della persona.

Approfondisci il linfedema al braccio

Non esiste quindi un unico bendaggio, una sequenza di manovre o un programma di esercizi valido indistintamente per tutti i linfedemi. I principi terapeutici sono comuni, ma la loro applicazione deve essere personalizzata.

Linfodrenaggio e trattamento del linfedema non sono la stessa cosa

A questo punto è possibile chiarire una distinzione importante.

Il linfodrenaggio medicale è una componente del trattamento del linfedema, ma non rappresenta da solo la Terapia Decongestionante Complessa.

Pensare al trattamento esclusivamente come a una successione di sedute di linfodrenaggio significa trascurare ciò che avviene nelle molte ore che separano una seduta dalla successiva.

Nella fase intensiva, quando indicata, la compressione permette di proseguire il lavoro decongestionante anche dopo la seduta; il movimento sfrutta l’azione della pompa muscolare; la cura della cute contribuisce a prevenire complicanze; le misurazioni consentono di verificare la risposta alla terapia.

Successivamente, l’indumento compressivo e l’autogestione assumono un ruolo sempre maggiore nel tentativo di mantenere il risultato raggiunto.

È proprio l’integrazione di questi elementi a trasformare una singola tecnica in un percorso strutturato di terapia del linfedema.

Trattamento del linfedema in Obiettivo Salute a Chiasso

In Obiettivo Salute il trattamento del linfedema viene impostato attraverso un percorso personalizzato, costruito in funzione della sede dell’edema, delle caratteristiche dei tessuti, della storia clinica e della risposta progressiva alla terapia.

Il primo passaggio è la valutazione iniziale. Oltre all’anamnesi e all’osservazione dell’arto, vengono rilevate le circonferenze attraverso la centimetria, così da disporre di parametri confrontabili durante il percorso.

Quando è indicata una fase intensiva di Terapia Decongestionante Complessa, il trattamento può prevedere l’associazione di linfodrenaggio medicale e bendaggio compressivo multistrato.

Le sedute successive non rappresentano semplicemente la ripetizione dello stesso trattamento. Le circonferenze e le caratteristiche dell’edema vengono rivalutate per osservare come l’arto sta rispondendo e adattare progressivamente la terapia.

Parallelamente, il paziente viene coinvolto nel percorso attraverso indicazioni relative al movimento, alla cura della cute e alla gestione quotidiana del linfedema.

Quando la riduzione dell’edema tende a stabilizzarsi e viene raggiunto un plateau terapeutico, si valuta il passaggio alla fase di mantenimento. Quando indicato, il paziente viene indirizzato al professionista competente per la presa delle misure e la realizzazione di una calza o di un manicotto compressivo su misura, cercando di effettuare la misurazione quando l’arto si trova nella migliore condizione di decongestione raggiunta.

L’obiettivo non è quindi soltanto ottenere un arto temporaneamente meno gonfio dopo una seduta, ma costruire le condizioni per mantenere il risultato nel tempo e rendere progressivamente il paziente più autonomo nella gestione del linfedema.

Un percorso costruito sulla risposta del paziente

Non tutti i linfedemi rispondono nello stesso modo e non è corretto stabilire a priori un identico numero di trattamenti per ogni persona.

Un linfedema recente e prevalentemente fluido può presentare caratteristiche molto differenti rispetto a un edema presente da anni, nel quale i tessuti hanno sviluppato una maggiore componente fibrotica.

Per questo il percorso viene rivalutato progressivamente: è l’evoluzione clinica, insieme alle misurazioni, a guidare le diverse fasi della terapia.

Trattamento del linfedema a Chiasso

Hai ricevuto una diagnosi di linfedema o presenti un gonfiore persistente a un braccio o a una gamba?

In Obiettivo Salute a Chiasso possiamo valutare il tuo caso e spiegarti quale percorso può essere indicato.

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Domande frequenti sulla terapia del linfedema

Il linfedema è generalmente una condizione cronica che richiede una gestione nel tempo. Il trattamento ha l’obiettivo di ridurre l’edema, controllarne l’evoluzione, prevenire le complicanze e aiutare il paziente a mantenere il più possibile i risultati raggiunti.

La risposta alla terapia può essere differente da persona a persona e dipende, tra gli altri fattori, dalla causa del linfedema, dalla sua durata, dalle caratteristiche dei tessuti e dalla presenza di fibrosi.

L’approccio conservativo al linfedema si basa sulla Terapia Decongestionante Complessa (TDC), che integra differenti componenti come terapia compressiva, esercizio, cura della cute, educazione e, nel percorso descritto in questo articolo, linfodrenaggio medicale.

Durante la fase intensiva, linfodrenaggio e bendaggio compressivo multistrato possono essere associati per favorire la riduzione dell’edema e mantenere la compressione tra una seduta e l’altra.

Il linfodrenaggio può rappresentare una componente del trattamento, ma non coincide con l’intera Terapia Decongestionante Complessa.

Soprattutto durante una fase intensiva di decongestione, quando clinicamente indicata, la terapia compressiva svolge un ruolo fondamentale. Al trattamento vengono inoltre associate altre componenti, come esercizio, cura della cute ed educazione alla gestione quotidiana.

Il bendaggio per linfedema permette di applicare una compressione controllata all’arto e di proseguire il lavoro decongestionante anche dopo la seduta.

Le bende a corta elasticità producono inoltre un’importante pressione di lavoro durante il movimento: la contrazione muscolare agisce dall’interno mentre il bendaggio oppone resistenza dall’esterno.

La durata del bendaggio non dovrebbe essere stabilita autonomamente con una regola uguale per tutti. Dipende dalla fase terapeutica, dal tipo di bendaggio, dalle condizioni della cute, dalla risposta dell’edema e dalle indicazioni del professionista che segue il trattamento.

Durante una fase intensiva il bendaggio viene inoltre rinnovato e adattato progressivamente alla riduzione del volume dell’arto.

Non esiste un numero di sedute valido per ogni paziente.

Durante il percorso vengono effettuate rivalutazioni e misurazioni delle circonferenze per verificare la risposta alla terapia. Quando la riduzione tende a stabilizzarsi e viene raggiunto un plateau terapeutico, si può valutare il passaggio dalla fase intensiva alla fase di mantenimento.

Quando la fase intensiva ha permesso di ottenere una riduzione e una relativa stabilizzazione dell’edema, può essere indicato il passaggio a un indumento compressivo, come una calza o un manicotto.

Nel linfedema possono essere utilizzati indumenti realizzati su misura e, quando appropriato, a trama piatta. La scelta deve essere effettuata in funzione delle caratteristiche dell’arto e del quadro clinico.

Il movimento rappresenta una componente importante della gestione del linfedema. Gli esercizi possono sfruttare l’azione della pompa muscolare e risultano particolarmente interessanti quando vengono integrati con la compressione prescritta.

Il programma deve comunque essere adattato alla persona, alla sede del linfedema e alla fase del trattamento.

Articolo a cura di

Madine Konate, Massaggiatrice Medicale APF in Obiettivo Salute
Madine Konate
Massaggiatrice Medicale APF
Specializzata nel trattamento del linfedema
Riconosciuta RME
Federico Petitto, Massaggiatore Medicale Federale APF
Federico Petitto
Massaggiatore Medico Federale APF
Specializzato nel trattamento del linfedema e nel Riequilibrio Posturale
Socio attivo LymphoSuisse · Riconosciuto RME/ASCA

Madine Konate e Federico Petitto si occupano in Obiettivo Salute del trattamento del linfedema, integrando all’interno di percorsi personalizzati le diverse componenti della Terapia Decongestionante Complessa, tra cui linfodrenaggio medicale, terapia compressiva, esercizio e educazione alla gestione quotidiana.

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