Protocollo Obiettivo Salute
Quali sono le 5 fasi di indagine fondamentali per studiare il tuo caso e garantire risultati rapidi e duraturi
Indice dei contenuti
- Prima di trattare, dedichiamo il tempo necessario a capire.
- Anamnesi: conoscere la persona prima del problema
- Osservazione posturale: valutazione statica e dinamica
- Osservazione locale: valutare il corpo in scarico
- Valutazione palpatoria: leggere i tessuti attraverso le mani
- La quinta fase: ciò che non si vede
- Dalla valutazione alla strategia terapeutica personalizzata
- La nostra filosofia: lavorare insieme per rendere più autonomi
- Il primo passo verso un percorso consapevole
Prima di trattare, dedichiamo il tempo necessario a capire.
Due persone possono presentarsi con lo stesso dolore, ma avere storie, caratteristiche e necessità completamente differenti. Per questo, in Obiettivo Salute, crediamo che un percorso terapeutico efficace debba iniziare da una conoscenza approfondita della persona, non soltanto del suo sintomo.
Da questa filosofia nasce il Protocollo Obiettivo Salute, un metodo di valutazione articolato in cinque fasi distinte e complementari, attraverso le quali raccogliamo e integriamo informazioni utili per comprendere meglio il problema e individuare le possibili strategie di intervento.
Ma il nostro protocollo non si limita alla valutazione.
Al termine della prima seduta condividiamo con il paziente quanto emerso, definiamo insieme gli obiettivi e individuiamo un percorso terapeutico personalizzato, che può integrare trattamenti manuali e lavoro attivo.
Il nostro obiettivo non è soltanto aiutarti a stare meglio, ma anche fornirti, quando possibile, gli strumenti per diventare progressivamente più autonomo nella gestione della tua salute.
Perché crediamo che il miglior percorso terapeutico sia quello costruito insieme al paziente, non semplicemente per il paziente.
Anamnesi: conoscere la persona prima del problema

La prima fase del Protocollo Obiettivo Salute è dedicata a un’anamnesi approfondita, durante la quale raccogliamo informazioni sulla tua storia clinica, sulle abitudini quotidiane e sulle caratteristiche del problema che ti ha portato a rivolgerti a noi.
Non ci limitiamo a chiederti dove senti dolore. Cerchiamo di capire quando è comparso, come si manifesta, quali situazioni lo peggiorano o lo alleviano e in che modo influenza la tua vita quotidiana.
Durante il colloquio approfondiamo diversi aspetti:
- Storia clinica: traumi, incidenti, interventi chirurgici e precedenti problematiche.
- Attività quotidiane e lavorative: gesti ripetitivi, posture mantenute, sovraccarichi fisici e abitudini.
- Attività sportiva: tipo di allenamento, frequenza, intensità ed eventuali cambiamenti recenti.
- Apparato digerente e stomatognatico: eventuali disturbi o condizioni rilevanti per la valutazione.
- Salute cardiovascolare e respiratoria: informazioni utili a comprendere il quadro generale e individuare eventuali precauzioni.
- Sistema visivo: utilizzo di occhiali, problematiche visive o interventi pregressi.
Queste informazioni ci aiutano a formulare le prime ipotesi di lavoro, individuare eventuali controindicazioni o segnali che richiedono un approfondimento medico e orientare le successive fasi della valutazione.
L’anamnesi non è quindi una semplice raccolta di dati, ma il primo momento di collaborazione tra terapista e paziente.
Ascoltare la tua storia è il primo passo per costruire insieme una strategia terapeutica consapevole e personalizzata.
Osservazione posturale: valutazione statica e dinamica

Terminata l’anamnesi, passiamo all’osservazione posturale, durante la quale analizziamo come il tuo corpo si organizza nello spazio e come i diversi segmenti corporei si rapportano tra loro.
La valutazione inizia in posizione eretta, con l’ausilio di una tavola posturale e di un laser autolivellante, utilizzato come riferimento visivo per osservare allineamenti ed eventuali asimmetrie.
L’osservazione viene effettuata da diverse prospettive:
- Posteriore (dorsale): per osservare l’organizzazione del rachide e le eventuali asimmetrie.
- Anteriore (ventrale): per valutare ulteriori riferimenti posturali.
- Laterale: per osservare le curve fisiologiche della colonna e l’allineamento dei segmenti corporei.
- Flessione anteriore del tronco: per raccogliere ulteriori informazioni sul comportamento del rachide durante il movimento.
Quando emergono elementi che meritano un approfondimento, possiamo integrare questa prima osservazione con ulteriori valutazioni e fotografie, oppure con semplici test dinamici.
Per esempio, possiamo approfondire un’apparente differenza di lunghezza degli arti inferiori o osservare come determinati movimenti influenzino l’organizzazione del tronco.
L’obiettivo non è ricercare una postura teoricamente perfetta, ma raccogliere informazioni utili da confrontare con l’anamnesi e con le successive fasi del protocollo.
Le osservazioni iniziali possono inoltre rappresentare un riferimento da rivalutare nel tempo, quando clinicamente pertinente, per documentare eventuali cambiamenti durante il percorso terapeutico.
Osservazione locale: valutare il corpo in scarico

Dopo l’osservazione posturale in posizione eretta, la valutazione prosegue sul lettino, dove possiamo osservare il corpo in una condizione differente, senza il carico diretto della stazione eretta.
Prima ancora di iniziare la palpazione, dedichiamo attenzione alle caratteristiche visibili delle aree che intendiamo esaminare.
Prendendo come esempio la colonna vertebrale, osserviamo:
- Le curve del rachide: eventuali accentuazioni, riduzioni o rettilineizzazioni.
- Le asimmetrie: differenze nella forma e nell’organizzazione dei segmenti corporei.
- Le rotazioni: eventuali differenze nell’orientamento delle strutture osservabili.
- Le caratteristiche dei tessuti superficiali: pieghe cutanee, cicatrici, alterazioni della cute e altre particolarità visibili.
Questa fase ci permette di confrontare quanto osservato in posizione eretta con ciò che emerge quando il corpo è sostenuto dal lettino.
Una differenza tra le due condizioni non rappresenta necessariamente una problematica, ma può offrire ulteriori elementi da approfondire durante la valutazione.
Anche prima di iniziare il trattamento manuale, l’osservazione ci fornisce informazioni utili per orientare il lavoro successivo.
Valutazione palpatoria: leggere i tessuti attraverso le mani

Dopo aver osservato il corpo, passiamo alla valutazione palpatoria, una fase nella quale il contatto manuale ci permette di raccogliere informazioni che non possono emergere dalla sola osservazione visiva.
Attraverso la palpazione esaminiamo alcune caratteristiche dei tessuti, tra cui:
- Tono muscolare: eventuali differenze nella tensione percepita tra le diverse aree.
- Trofismo muscolare: caratteristiche e volume della muscolatura, anche in relazione a eventuali asimmetrie.
- Consistenza dei tessuti: presenza di zone particolarmente dense, rigide o sensibili.
- Scorrimento dei tessuti: eventuali limitazioni della mobilità tra i diversi piani superficiali.
- Temperatura e sensibilità locale: differenze percepibili al tatto e risposte riferite dal paziente.
Dalla palpazione statica alla valutazione dinamica
La nostra valutazione non si limita a esercitare una pressione su singoli punti.
Le mani si muovono progressivamente lungo le aree da esaminare, attraverso manovre che possono ricordare quelle di un massaggio. Questo contatto dinamico ci consente di esplorare la consistenza, la sensibilità e lo scorrimento dei tessuti nelle diverse regioni corporee.
Durante questa fase confrontiamo ciò che percepiamo attraverso le mani con le sensazioni riferite dal paziente, individuando insieme le aree che meritano maggiore attenzione.
Quando necessario, integriamo la valutazione con l’osservazione della mobilità articolare e dei movimenti rilevanti, per comprendere meglio eventuali limitazioni funzionali.
Le informazioni raccolte non vengono interpretate isolatamente: le confrontiamo con l’anamnesi, l’osservazione posturale e gli altri elementi emersi durante il protocollo.
Per noi, il contatto manuale non è soltanto uno strumento di trattamento, ma anche un’importante occasione di valutazione e confronto con il paziente.
La quinta fase: ciò che non si vede
Le quattro fasi descritte rappresentano una parte fondamentale del nostro metodo di valutazione. Esiste però un quinto elemento, meno evidente, che contribuisce a completare il Protocollo Obiettivo Salute.
È un aspetto che abbiamo scelto di non descrivere nei dettagli, perché fa parte del nostro modo di lavorare e dell’esperienza professionale maturata nel tempo.
Non si tratta di una tecnica particolare né di uno strumento tecnologico, ma di un’ulteriore dimensione della valutazione, che si integra con le altre fasi del protocollo.
Ciò che conta non è soltanto raccogliere informazioni, ma saperle mettere in relazione e interpretarle nel contesto della persona che abbiamo davanti.
Per questo, il nostro approccio non segue semplicemente una successione di procedure: è un processo nel quale osservazione, ascolto, esperienza clinica e confronto con il paziente contribuiscono a orientare le decisioni terapeutiche.
La quinta fase preferiamo non raccontartela. Fa parte di ciò che scoprirai vivendo personalmente il Protocollo Obiettivo Salute.
Dalla valutazione alla strategia terapeutica personalizzata
Il Protocollo Obiettivo Salute non termina con la raccolta delle informazioni: è da queste che prende forma il percorso terapeutico.
Al termine della prima seduta, integriamo quanto emerso durante le cinque fasi di valutazione e dedichiamo un momento al confronto con il paziente.
Spieghiamo cosa abbiamo osservato, quali aspetti riteniamo prioritari e perché proponiamo determinate strategie terapeutiche, distinguendo le osservazioni dalle eventuali ipotesi che richiedono ulteriori approfondimenti.
Il paziente viene coinvolto nella comprensione del problema e nella scelta del percorso da intraprendere.
Obiettivi a breve, medio e lungo termine
Insieme definiamo le priorità e individuiamo obiettivi a breve, medio e lungo termine, tenendo conto dei sintomi, delle limitazioni funzionali e delle esigenze individuali.
Non proponiamo un programma rigido o un numero prestabilito di sedute: elaboriamo una strategia iniziale, ne osserviamo gli effetti e, quando necessario, valutiamo possibili modifiche o approfondimenti.
Area Terapia e Area Movimento: un lavoro di squadra
A seconda delle necessità, il percorso può prevedere interventi differenti e complementari.
In Area Terapia, il paziente viene seguito attraverso trattamenti manuali e altre tecniche terapeutiche selezionate in base alla valutazione e agli obiettivi concordati.
In Area Movimento, quando indicato, il lavoro prosegue attraverso esercizi individualizzati di automassaggio, stretching, mobilità e rieducazione posturale.
Il passaggio tra le due aree non è lasciato al caso: accompagniamo personalmente il paziente nella conoscenza delle colleghe dell’Area Movimento, condividendo le informazioni utili per garantire continuità e coerenza nel percorso terapeutico.
Valutare, trattare, rivalutare
La strategia concordata rappresenta un punto di partenza, non una decisione immutabile.
Durante il percorso osserviamo la risposta ai trattamenti, l’andamento dei sintomi e gli eventuali progressi funzionali.
Se i risultati non sono quelli attesi, rivalutiamo insieme la situazione, considerando modifiche al programma, approcci differenti o, quando opportuno, ulteriori approfondimenti medici.
Il nostro obiettivo è costruire un percorso ragionato, condiviso e capace di adattarsi nel tempo alle reali necessità del paziente.
La nostra filosofia: lavorare insieme per rendere più autonomi
In Obiettivo Salute crediamo che un percorso terapeutico debba essere costruito insieme al paziente, non semplicemente per il paziente.
Il terapista mette a disposizione le proprie competenze, l’esperienza clinica e gli strumenti di trattamento. Il paziente, a sua volta, partecipa al percorso attraverso il confronto, la consapevolezza e, quando possibile, un ruolo attivo nella gestione della propria condizione.
Il nostro obiettivo è fare squadra con te.
Per questo non ci limitiamo a proporti dei trattamenti: cerchiamo di aiutarti a comprendere meglio il tuo problema, a riconoscere i segnali del tuo corpo e ad acquisire strumenti utili per affrontare le difficoltà quotidiane.
L’autonomia come obiettivo terapeutico
Quando la situazione lo consente, integriamo il lavoro svolto in studio con esercizi personalizzati di automassaggio, stretching, mobilità e rieducazione posturale.
Vogliamo che tu possa disporre di strategie pratiche per gestire alcuni disturbi anche al di fuori delle sedute.
Sapere quali esercizi eseguire, come svolgerli correttamente e quando utilizzarli può essere particolarmente utile nei momenti in cui non è possibile rivolgersi immediatamente al terapista.
Acquisire autonomia significa non dover dipendere esclusivamente dalla disponibilità di un trattamento per prendersi cura di sé.
Un approccio etico, anche nella gestione dei costi
C’è un principio al quale teniamo particolarmente: non vogliamo che tu debba ricorrere alle nostre terapie più spesso di quanto sia realmente necessario.
Se, attraverso il lavoro attivo e le competenze acquisite, puoi mantenere parte dei benefici raggiunti e gestire meglio eventuali ricomparse dei sintomi, riteniamo importante incoraggiarti a farlo.
Quando possibile, questo approccio può contribuire a ridurre la frequenza dei trattamenti passivi e, di conseguenza, anche i costi complessivi del percorso.
Naturalmente, non tutte le condizioni permettono lo stesso livello di autonomia: alcune richiedono assistenza continuativa, controlli periodici o trattamenti specifici.
Il nostro compito è aiutarti a individuare, insieme a noi, l’equilibrio più appropriato per la tua situazione.
Per noi, il successo di un percorso terapeutico non si misura dal numero di sedute effettuate, ma dai progressi raggiunti e dall’autonomia che il paziente riesce a conquistare.
Il primo passo verso un percorso consapevole
Ogni persona ha una storia differente e merita un percorso costruito sulle proprie necessità.
Con il Protocollo Obiettivo Salute vogliamo dedicare il giusto spazio all’ascolto, alla valutazione e al confronto, prima di individuare insieme le strategie terapeutiche più appropriate.
Non promettiamo soluzioni universali, ma un approccio attento, personalizzato e orientato alla collaborazione.
Se desideri affrontare il tuo problema attraverso un percorso che valorizzi sia il trattamento professionale sia il tuo coinvolgimento attivo, puoi iniziare da una prima valutazione in Obiettivo Salute.
Prenota una prima valutazione e scopri il nostro modo di prenderci cura della tua salute.

