Linfodrenaggio

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Grazie al linfodrenaggio potremo avere anche effetti analgesici, ossia di riduzione del dolore, difatti permette di agire efficacemente anche con pazienti affetti dal Morbo di Sudeck.

Linfodrenaggio

Linfodrenaggio, che cos’è?

ll linfodrenaggio è la tecnica del Massaggio Medicale o della Fisioterapia che si rivolge in particolar modo al trattamento dei linfedemi, ossia quegli edemi caratterizzati da un’insufficienza meccanica dei vasi linfatici che comporta una diminuzione nella capacità di trasporto della linfa.

Grazie al linfodrenaggio potremo avere anche effetti analgesici, ossia di riduzione del dolore, difatti permette di agire efficacemente anche con pazienti affetti dal Morbo di Sudeck.

Nel corso di una seduta di drenaggio linfatico manuale, verranno utilizzate generalmente tecniche più dolci e superficiali rispetto al massaggio classico (salvo stadi più evoluti del linfedema, casi in cui sarà necessario passare a manovre più “vigorose” per ottenere un effettivo defibrotizzante), proprio perché cambia l’obiettivo del trattamento.

La pressione esercitata potrà variare a seconda del segmento corporeo da trattare e della condizione cutanea del paziente.

Si partirà dal centro del corpo o dalle zone più vicine, allontanandosi progressivamente verso le zone più distali o periferiche, per poi riportare i liquidi verso il centro del corpo , in direzione centripeta.

Con il drenaggio linfatico manuale infatti non andremo a trattare la muscolatura, bensì una zona che prende il nome di spazio interstiziale, compresa tra la muscolatura e la cute, dove il liquido (linfa) si accumula.

Il linfodrenaggio manuale metodo Vodder non è l’unica soluzione al trattamento di un edema di origine linfatica. Infatti solitamente nel settore si parla di Fisioterapia Complessa Decongestionante (F.C.D.) che prevede 4 pilastri fondamentali per il successo terapeutico:

  1. Procedure per il mantenimento e la cura della pelle;
  2. Il drenaggio linfatico manuale (DLM);
  3. La compressione. Mediante bendaggi o calze compressive;
  4. Esercizi attivi decongestionanti.

Quando si inizia un percorso di DLM (Drenaggio Linfatico Manuale) , si prevedono due fasi:

  • FASE 1: (Trattamento intensivo) Che può arrivare fino a due sessioni al giorno, con sedute da 1 ora, in questa fase si vuole “aggredire” l’edema. Proprio per questo è possibile ottenere una riduzione fino al 40% del volume dell’edema.
  • FASE2: (Mantenimento) Sicuramente la frequenza dei trattamenti si può ridurre, diventa opportuno prevedere l’utilizzo di materiali compressivi come i calzari proprio per protrarre il beneficio del drenaggio linfatico manuale durante il resto della giornata.

“Fonte Pubmed : The Vodder School: The Vodder method”

Ma un Edema, cos’è?

Cercherò di spiegarvelo con questo esempio. Pensate alle tubature dell’acqua di casa vostra.

Se si dovesse rompere un tubo dell’acqua, inizierebbe ad allagarsi casa.

Finché la perdita è gestibile, possiamo metterci con stracci e secchiello e rimuovere la parte di acqua fuoriuscita, ributtandola nel lavandino.

Questo è quello che fa quotidianamente il nostro sistema linfatico con i suoi vasi.

Difatti a livello capillare, la maggior parte di liquidi (90%circa) fuoriesce dal sistema arterioso e rientra in quello venoso, il restante 10% viene riassorbito dal sistema linfatico.

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Nell’immagine qua sopra, vedrete in rosso il capillare arterioso, in blu il capillare venoso.

In verde invece vedete il capillare linfatico, come potrete notare dalle frecce, “raccoglie” i liquidi fuoriusciti e li allontana dalla zona.

Come dicevamo, fino a qua tutto è fisiologico, una parte esce sempre.

Immaginate però che per qualche motivo aumenti la perdita, per un breve periodo possiamo darci da fare, correre più velocemente per strizzare gli stracci e svuotare i secchi,…ma l’equilibrio diverrebbe più precario e alla lunga ci affaticheremmo, diventeremmo inefficaci.

In poco tempo l’acqua inizierebbe ad accumularsi, ci ritroveremmo il pavimento allagato.

Allo stesso modo il nostro sistema linfatico può aumentare la forza e la frequenza contrattile dei vasi dotati di muscolatura, ma anche lui purtroppo non è instancabile e alla lunga il distretto corporeo inizierebbe a gonfiare per via dell’accumulo di linfa.

Il linfodrenaggio come può aiutarmi?

Un massaggiatore medico specializzato in drenaggio linfatico metodo Vodder conosce le vie di deflusso e le manovre specifiche da adottare a seconda del segmento e dello stato di congestione.

Questi sarà in grado di studiare il Vostro caso qualora dovessero esserci delle problematiche particolari.

Le sole manovre sugli arti non sono sufficienti, è necessario preparare il corpo a ricevere i liquidi accumulati.

Proprio come se vi metteste in viaggio a ferragosto… se i caselli dovessero per qualche motivo essere guasti, o i casellanti in sciopero, sareste l’ennesima macchina che entrerebbe in autostrada ma che si fermerebbe dopo pochi metri formando un tappo.

Il Massaggiatore Medico od il Fisioterapista qualificato, devono essere vostri validi compagni di viaggio.

Questi possono sapientemente liberare i caselli (le vostre stazioni linfonodali), o consigliarvi le strade alternative qualora questi fossero definitivamente guasti o malfunzionanti (come in caso di interventi chirurgici).

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Tanti pazienti mi chiedono: “Il drenaggio linfatico funziona? La pressoterapia funziona?”

Dipende dalla persona alla quale vi affidate.

Il drenaggio linfatico manuale non è un semplice massaggio rilassante ma è molto di più e può veramente migliorare la vita di una persona.

Quali sono le indicazioni al linfodrenaggio?

  • Linfedema sia congenito che post-operatorio;
  • Flebedema con insufficienza venosa cronica, ossia quando il gonfiore delle Vostre gambe è da ricondurre ad una problematica di origine vascolare (delle vostre vene);
  • Per il trattamento delle varici (le classiche vene gonfie e scure);
  • Edemi dovuti ad inattività muscolare, quando il paziente è allettato per vari motivi;
  • La tanto odiata cellulite! che nell’ambiente viene definita Idro-lipodistrofia;
  • A livello preventivo per trombosi a livello venoso prima o dopo un intevento;
  • Linfedema in seguito ad intervento di rimozione di tumori a livello del seno (Mastectomia);
  • Come appunto avrete capito dal resto dell’articolo, per tutti i disturbi a livello venoso o linfatico che possono interessare piedi, caviglie, gambe gonfie e pesanti, ritenzione idrica, crampi muscolari, affaticamento muscolare post-gara o per alleggerire gli arti tra una prestazione sportiva e la successiva.

Quali sono le controindicazioni al drenaggio linfatico manuale?

Queste sono le principali controindicazioni:

  • Infezioni;
  • Insufficienza cardiaca destra non compensata;
  • Insufficienza renale non compensata;
  • Tromboflebiti;
  • Patologie venose acute;
  • Edemi polmonari;
  • Embolie polmonari in passato;
  • Trombosi venosa profonda;
  • Ferite, lesioni o tumori in prossimità alla zona da trattare.

In qualsiasi caso dubbio, è SEMPRE doveroso chiedere il parere al proprio medico curante o allo specialista che vi ha seguito, per assicurarsi che le sedute di linfodrenaggio non siano controindicate per la vostra salute.

Linfodrenaggio: quello che non vi hanno mai spiegato

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